LETTERA I

Forse avete dimenticato che l'amicizia è l’unico legame che ci unisce; vi ho promesso la mia in buona fede e di certo mi arrabbierei se mi costringeste, chiedendomi ciò che non posso darvi, a rifiutarvi ciò che invece potrei concedervi. Sebbene io sia giovane, sappiate che sono stata istruita e che un marito deve pur avermi insegnato ciò che può essere un amante. Le riflessioni, gli esempi, i consigli di alcune persone sagge mi hanno insegnato ciò che gli altri imparano solo con l'esperienza; ho evitato, in questo modo, le sofferenze che quest'ultima può causare. Dunque so in generale cosa sia un amante e tremo al pensiero che voi vogliate diventarlo. 
Mi avete scritto senza una buona ragione e credo di scoprire nelle parole che usate nel dichiararvi mio amico, qualcosa che sembra avere a che fare con l'amore. Forse mi sbaglio, ma la vostra lettera mi è stata consegnata di nascosto, per paura che finisse tra le mani di mio marito e risultava tanto confusa, che non avrebbe potuto esprimere meglio ciò che non avrei voluto capire, e tutto questo è amore, oppure desiderio di mostrarne... Perché teenrlo nascosto a mio marito? Vi conosce da molto tempo e non gli sarebbe sembrato straordinario che abbiate avuto occasione di scrivermi: è un'azione innocente e solo il vostro comportamento può renderla condannabile. Ma dopo tutto è importante per me essere amata da voi? Io sono sicura che io non vi amerò mai!
Sono desolata tuttavia, conoscendo il vostro desiderio di consolarvi dell'infedeltà di Madame di H***, di non potervi aiutare, e sono infinitamente lusingata dell'onore che mi rendete, scegliendomi per occuparne il posto nel vostro cuore. Ma ritenete davvero che io potrei essere appagata nell'esservi sempre fedele? Io stessa ne dubito e per di più temo, a ragion veduta che, tradito da una donna, vi occupiate di un'altra solo per il desiderio di una rivincita. Se così fosse, io penserei solo a precedervi, e suppongo che nel nostro legame la fiducia non sarebbe troppo solida. 
Non trovo, d'altronde, che la costanza sia un piacere così intenso da potersi sostituire ai tanti altri piaceri ai quali dobbiamo rinunciare. Siete fastidiosi, voialtri uomini..., volete che ci si occupi solo di voi, l'attenzione dedicata un istante ad un altro vi sembra un crimine. Infatti siete così teneri, così fedeli, che non stupisce affatto il vostro esigere tutte le attenzioni di una donna: non mi sento pronta per un tale impegno. Non avrei per il vostro merito tutti i riguardi necessari, mi trovereste dissoluta, pazza, giocherellona; non mi amereste a lungo e sarei forse tanto sciocca da soffrirne. Forse l'amore stesso mi toglierebbe l'allegria, poiché è necessario che sia triste, affinché sia dignitoso, o almeno se voi cominciate in modo lamentoso, anch'io sarei obbligata a prendere il vostro tono.
Ci si può esimere dall'amare un marito, non un amante…, sarebbe grave! Bisogna sopportare i suoi capricci, essere arrabbiata quando lo è lui, ridere solo quando lo vuole lui, non osare guardare nessuno. Sappiate invece che mi piace lanciare delle occhiatine, che ho delle fantasie, che odio le costrizioni e che mio marito mi lascia molto libera. Questo è un vero problema per un amante, che non può sperare neppure in quel desiderio di tradimento e di curiosità che le costrizioni del matrimonio generano.
Ecco, vedete bene anche voi quante ragioni evidenti si oppongono alle vostre; ma non me ne occorrevano tante; due parole riassumono il valore di tutto ciò che vi scrivo e ciò che vi è di singolare, è che non mi costerà niente dirle: non voglio affatto amare! Non occorre aggiungere che questa è l'unica risposta possibile alla vostra lettera, ma non avevo niente da fare quando l'ho ricevuta e mi sono divertita a scrivervi.

Addio, Monsieur. Oggi non vado all'Opera, resto a casa, sono ammalata e non riceverò nessuno. È così piacevole la solitudine, che non so ancora quando desidererò mostrarmi di nuovo. Confesso che un cuore infiammato quanto il vostro soffrirà molto a causa della mia assenza; ma se non cominciassi con voi con qualche crudeltà, l'inizio del nostro legame avrebbe qualcosa di troppo languido. Dimenticavo...., mi pregate di dirvi se potete sperare; ho riflettuto: credo di no.