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Gli attori che svolgono l’azione ripresa vengono posti di fronte a uno schermo ad alta capacità riflessiva (da 400 a 1600 volte quella di un normale schermo bianco, a seconda dei diversi tipi di schermo utilizzato) consentita da un particolare materiale commercializzato nel 1949 dalla 3M, denominato Scotchlite. Questa enorme capacità riflettente è tuttavia effettiva solo se l’osservazione avviene esattamente sullo stesso asse ottico dell’obiettivo di proiezione e alla stessa distanza dallo schermo. Per rendere possibile questa condizione, la macchina da presa è collocata sulla normale dello schermo e a un angolo di 90° rispetto al proiettore, mentre uno specchio semiriflettente è posto in mezzo a essi, a un angolo di 45°, con la superficie semiriflettente rivolta verso il proiettore. In questo modo l’obiettivo di ripresa e quello di proiezione si trovano virtualmente nella stessa posizione: se la lunghezza focale dei due obiettivi è identica, le ombre proiettate dagli attori sullo schermo alle loro spalle risultano ‘invisibili’ alla macchina da presa. Allo stesso tempo l’immagine proiettata che cade sui soggetti di fronte allo schermo è a un livello di luminosità talmente basso da essere assolutamente invisibile, annullata dalla normale illuminazione della scena ripresa.
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