| Contesto: |
Possiamo affermare che, con King Kong, il
codice tecnico di base del cinema di animazione, il sapere
accumulato dalle avanguardie in una pratica
semiartigianale, vengono assunti, convertiti e - alla lettera
- scimmiottati in una figurazione iperbolica, "esagerata": dai pupazzetti di Starevitch e
di Segundo de Chomón al pupazzo impellicciato c'è un passo
uno. Nelle scene con mostri e persone, al procedimento di
animazione sono abbinati i glass-shots, le maschere mobili, i trasparenti.
I trasparenti vengono impiegati in modo particolare. |