La parola
Masticare
Divorare
Ingoiare
Rimasticare parole su parole
Sputacchiare Sputare Spurgare
Solo
Da qualche parte
Là in fondo
in una valle
dietro un aratro
putrefazione orale cresce
la parola
scartata espulsa
dalla coltre di
silenzio
per i poeti
asilo
[Sara De Cicco, Cecilia Morri, Giulia Schmidt, Fabio Remedia]
parola
masticare
ingurgitare
ingoiare
ruminare parole su parole
rigurgitare rigettare ributtare
solo lì
in (da) qualche posto lontano
in fondo alla valle
dietro alla siepe (steccato,recinto,recinzione)
dove la laconicità dilaga
parola
esplosa evasa emarginata
dal gran
silenzio
ai poeti
asilo
[Giorgia Baglieri, Elisabetta Tamburini, Cristina Volpe]
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mondo intero
il gatto gioca
con il gatto
allo specchio
zampa a zampa
zampettare
delicatamente
muso a muso
fresco respiro
uno sbadiglio nello sbadiglio
attento
si gira
allo specchio
e va
doppiamente calmo
resta
un’umida impronta
sul vetro
e l’idea
immaginazione
di potermi vedere
così
uomo
immagine di dio
giocare
senza che lo specchio
vada in frantumi
[Elisa Balboni, Martina Burchini, Elisa Raiolo, Giuditta Senni, Sara Vignini]
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Luce del Nord
Infranto
Il ghiaccio
Si accentuano le ferite
Avanza nascosta
Nell’oscurità
La corrente
L’inverno con le sue urla
Investe la terra
Nasce
Da sé
La luce
E si riversa
Sul mondo
Il sole rimane
Sotto
L’orizzonte
[Paola Bellezza, Ilaria Colangelo, Verena Martinelli, Giada Paratella, Karin Zambonati]
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Padre
Con una matita
giocasemente profilo
la mia mano sinistra
piccole e tozze
sinuose dita
manina
e d’un tratto
come un tempo la ricerca
io
pugnetto
rinchiuso
nel palmo
della tua grande mano
[Giorgia Baglieri, Elisabetta Tamburini, Cristina Volpe]
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Emma Sara Isaac
Emma Sara Isaac
avevi una casetta
vecchia grigia
grinzoso
tu
Ogni proprietà degli ebrei
è inburocraticamente
da considerarsi
dello stato
e tu
Emma Sara Isaac
tu volevi qualcosa
per la tua casa
tu
ebrea
da lettera a lettera
ti hanno offerto sempre meno
i signori
le persone di qui
senza nome
oggi felici
perché i loro nomi
sono stati eclissati
in ogni documento
Emma
Sara Isaac
più tardi
fu deportata
nel KZ Theresienstadt.
La sua sorte
è ignota.
ignota
agli uni viene eclissato il nome
la vita
a te
[Giorgia Baglieri, Elisabetta Tamburini, Cristina Volpe]
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das wort
kauen
fressen
schlucken
wörterwörter wiederkäuen
spucken speuzen speien
nur
irgendwo
ganz hinten oben
in einem tal
hinter dem hag
wo die maulfäule grassiert
das wort
ausgebrochen ausgestoßen
aus dem ganzen großen
schweigen
für die dichter
asyl
das wort
kauen
fressen
schlucken
wörterwörter wiederkäuen
spucken speuzen speien
nur
irgendwo
ganz hinten oben
in einem tal
hinter dem hag
wo die maulfäule grassiert
das wort
ausgebrochen ausgestoßen
aus dem ganzen großen
schweigen
für die dichter
asyl
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ganze welt
die katze spielt
mit der katze
im spiegel
pfote an pfote
pföteln
doucement
schnauze an schnauze
kühler hauch
ein gähnen ins gähnen
aufmerksam
sie dreht sich
im spiegel
und geht
doppelt ruhig
es bleibt
ein feuchter stups
auf dem glas
und die vorstellung
imagination
ich könnte mich sehen
so
mensch
ebenbild gottes
spielen
ohne dass der spiegel
zerspringt
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nord licht
auseinander gegangen im
eis
schollen bruch
weiter mahlt drunter
dunkel
der strom
winter schrei wörter
hinein ins land
das licht
gebiert sich
aus sich selber
bringt sich
in die welt
die sonne bleibt
unter dem
horizont
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vater
mit einem stift
umfahre ich spielerisch
meine linke hand
gedrungen kurz die finger
sanft geschwungen
kinder
hand
mit einem mal
die suche wie einst
fäustling
ich
nach der höhlung
deiner großen
hand
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Emma Sara Isaac
Emma Sara Isaac
du hattest ein häuschen
gehabt
alt versponnen aschgrau
du
Besitztum von Juden
ist unbürokratisch in
das Volkseigentum zu
überführen
und du
Emma Sara Isaac
du wolltest etwas
für dein haus
du
jud
von brief zu brief
haben sie dir weniger
geboten
die herren
menschen von hier
namenlos
glücklich heute
weil ihre namen
geschwärzt sind in
jedem dokument
Emma
Sara Isaac wurde
später in das
KZ Theresienstadt
überführt.
Ihr weiteres Schicksal ist
unbekannt.
unbekannt
den einen
schwärzt man die namen
das leben
dir
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Avvicinare la parola poetica mediante il processo traduttivo
Le traduzioni che qui si presentano sono sorte molto rapidamente durante un laboratorio sperimentale di circa due ore svoltosi il 15 aprile 2010 presso la SSLMIT - Forlì all'interno del corso di Traduzione tra l'italiano e il tedesco (modulo di traduzione passiva) con gli studenti del 1° anno 1^ lingua della laurea triennale assieme al poeta Markus Manfred Jung.
L'incontro, che rientra in una serie di cosiddetti "laboratori di traduzione poetica" in auge da diversi anni presso il Dipartimento Sitlec e miranti soprattutto ad avvicinare gli studenti, in una densa riflessione metalinguistica, a un tipo di linguaggio con cui solitamente non vengono in contatto, e dunque non tanto a "formare" dei traduttori letterari o poetici, per la qual cosa del resto i normali corsi di traduzione non sono studiati.
Gli studenti, suddivisi in vari gruppi, si sono confrontati, dopo la presentazione e la lettura dei singoli componimenti da parte dell'Autore, con uno o più testi. Con l'ausilio dell'Autore stesso, essi hanno poi cercato di "chiarire" nel limite del possibile i lati più oscuri e inconsueti dei testi a vari livelli (linguistico, di contenuto, ritmico, fonosimbolico ecc.), per infine stendere una prima versione "poetica" - che qui si presenta nella sua nudità - per poi "performarla" in una lettura pubblica assieme al Poeta tenutasi la sera stessa a Forlì al centro culturale "La Fabbrica delle Candele". (g.n.)
Markus Manfred Jung
Markus Manfred Jung è nato nel 1954 a Zell im Wiesental (Baden-Württenberg, Germania).
Dopo studi di germanistica, scandinavistica (a Oslo), filosofia ed educazione fisica, si è dedicato all'insegnamento nei licei.
Considerata una delle più interessanti voci poetiche tout court della sua generazione è anche uno dei maggiori scrittori contemporanei in alemanno.
Ha al suo attivo diverse opere teatrali, radiodrammi, volumi di prose giornalistiche uscite sui principali quotidiani del Baden e della Svizzera tedesca, un grande libro illustrato sulla Norvegia, sette raccolte poetiche che hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui nel 1998 al Premio Merano, uno dei più prestigiosi in ambito linguistico tedesco, mentre il Cd IKARUS con le poesie musicate da Uli Führe ha ottenuto nel 2007 il prestigioso Premio della Critica musicale tedesca.
L’antologia PAROLE COME L’ERBA (Edizioni Mobydick), curata da Giovanni Nadiani, raccoglie in originale e in traduzione italiana una scelta significativa delle poesie di M.M. Jung.
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